Tre gradi di giudizio. Il Paese più garantista del pianeta, eppure dopo una sentenza della Suprema Corte, una sentenza di condanna definitiva, stampa e televisioni aprono un'osceno spettacolo in cui son presenti i difensori ufficiali o "spontanei" del reo.
A nulla son valsi gli appelli, tra i quali spicca quello del Presidente Napolitano «il rammarico non basta, non ci dovrebbe essere spazio per simili figuri» ed ancora "Chi ha regolato i propri conti con la giustizia ha il diritto di reinserirsi nella società, ma insomma, con discrezione e misura e senza dimenticare le responsabilità morali».
C'è da chiedersi chi muove le fila di un gioco terribile: distruggere definitivamente la credibilità della nostra Giustizia.
Le sentenze vengono emesse (lo ricordo per chi se ne fosse dimenticato) in nome del Popolo italiano. Può il Popolo italiano consentire che le sentenze della Suprema Corte si sminuiscano, si dileggino, si contestino?!